Harry chiede a Willie di prestargli un joint, arrotolato in carta scura. Willie si offre di dividere la sua sigaretta con lui. Siedono a gambe incrociate sul pavimento della piccola cucina, spalla a spalla, e si passano la sigaretta grinzosa e bagnata.
Questo è hashish libanese. Non annusarlo, ragazzo mio, tiralo giù fin nella pancia.
Lesser trattiene il fumo dolce e bruciante finché la stanza diventa immensa e radiosa. Si innalzano archi, la finestra rosa si carica di un rosa profondo. Le campane risuonano in una cappella inghiottita.
Adesso questa cattedrale è un'isola galleggiante che odora di foresta e di fiori dopo una pioggia estiva. Le radici di mille alberi strisciano nell'acqua giaalla. Siamo soli su quest'isola galleggiante, Willie, piena di sempreverdi e di rose porporine. Ci muoviamo con la corrente. C'è un suono di campane nei folti boschi. Sulle rive del fiume c'è della gente che ci saluta mentre noi navighiamo. Sventolano bandiere bianche rosse e nere. Dobbiamo rispondere al saluto, Willie. Io saluto da questa parte. Loro ci applaudono e io saluto. E' meglio che saluti anche tu.
Grazie, gente, il prossimo che farò sarà ancora migliore.
Chi sono quei tizi, fratelli o gente bianca?
Tizi neri con cappelli bianchi e tizi bianchi con cappelli neri. Stanno urlando hip hip urrah perché siamo dei grandi scrittori. Noi gli diciamo chi sono e perché. Gli facciamo sentire quello che non sapevano di poter sentire. Piangono per le nostre lacrime e ridono a sentirci ridere, o viceversa, non fa differenza.
Di cosa parla il tuo libro, Lesser?
D'amore, credo.
Willie ridacchia, remando con calma, con fermezza, i muscoli guizzano sull'acqua che s'increspa.
Parla di un tale che scrive perché non ha mai detto la verità e muore dalla voglia di farlo. E il tuo di cosa parla, Wilie?
Di me.
Come procede?
A quattro gambe, ragazzo mio, al galoppo. E il tuo?
Su una gamba sola. Clop.
Vincerò quel fottuto premio Nobel. Mi daranno un milione di bigliettoni in contanti.
Dopo di me, Willie. Io lavoro dall'età della pietra e domani è un giorno di più.
Willie rema con metodo, guardando davanti a sé la corsa della corrente sul fiume che si allarga, attento ai tronchi d'albero e ai banchi di sabbia e alle carcasse delle navi affondate.
E per di più sto scrivendo il mio migliore libro. Voglio che tutta quella brava gente sulla riva che sventola le bandierine di carta, tutti quei grigi e quei neri, ammetta che Harry Lesser è il re David con la sua arpa a sei corde, solo che le note sono parole e i salmi narrativa. Sta scrivendo un piccolo capolavoro, neanche troppo piccolo. Sono piccoli i salmi?
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