ELIAS CANETTI - INCIPIT

Tre volte venni a contatto con i cammelli e ogni volta finì in modo tragico. -Ti devo mostrare il mercato dei cammelli, mi disse un amico dopo il mio arrivo a Marrakech. Si tiene ogni giovedì mattina davanti al muro di Bab-el-Khemis. E' abbastanza lontano, dall'altra parte delle mura cittadine, ' meglio che ti ci porti io in macchina. Venne il giovedì e ci andammo. Era già tardi; quando arrivammo nella grande piazza aperta, davanti alle mura della città, era ormai mezzogiorno. La piazza era quasi deserta. All'altra estremità, un duecento metri da noi, c'era un gruppo di persone, ma non vedemmo neanche un cammello. I piccoli animali attorno ai quali si affaccendava la gente erano asini, e di asini comunque la città era piena; portavano ogni sorta di carichi ed erano trattati così male che passava la voglia di starli a guardare.- - Siamo arrivati troppo tardi. Il mercato dei cammelli è finito. Guidò fino al centro della piazza per convincermi che non c'era veramente più nulla da vedere. Ma prima che si fermasse vedemmo uno stuolo di uomini che schizzavano via, uno lontano dall'altro. In mezzo a loro c'era un cammello ritto su tre gambe, la quarta gli era stata legata in alto. Aveva una museruola rossa, una corda gli era stata passata per le froge e un uomo, che si teneva a una certa distanza, cercava di trascinarlo via. L'animale corse avanti per un tratto, si arrestò e poi, d'improvviso, balzò in alto sulle sue tre gambe...... (Elias Canetti - Le voci di Marrakech -Adelphi eBook - trad. di Bruno Nacci - Adelphi Edizioni Milano 1983)

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