FRAMMENTI DI RACCONTI SCOMPIGLIATI - Edizione KINDLE AMAZON

IL RISVEGLIO DI MONTECCIU Era quasi un esercito, quello degli zappatori; sulla spalla il logoro tascapane con dentro una grossa pagnotta, una corposa fetta di pecorino, mezzo litro di vino rosso. La zappa portata quasi fosse un fucile modello G 91 che molti di loro avevano usato rare volte nelle esercitazioni di tiro durante il servizio militare e che altri, meno giovani, avevano utilizzato nelle trincee della Grande Guerra. Uscivano alla chetichella dalle loro misere casupole, rattoppate alla bell’e meglio. Erano vestiti di cenci o poco più, con gli scarponi ferrati il cui svelto e rumoroso picchiettio sul selciato si univa ai timidi guaiti di cani sonnacchiosi, ai precoci tentativi di canto dei galli che, seppure spesso carenti dell’acuto finale, sommergevano i sommessi grugniti dei maiali grufolanti impegnati nella ricerca d’improbabili avanzi di cibo e impazienti di rompere il forzato digiuno notturno. Uscivano anche le donne, le più anziane, a passo svelto ma felpato, dirette alla chiesa parrocchiale per assistere alla prima messa, quasi sempre una messa di requiem. L’intenzione della preghiera in suffragio del defunto si univa, da parte delle pie donne, alle invocazioni particolarmente accorate e fervide affinché figli o nipoti trovassero un lavoro, anche solo per qualche giornata…La messa mattutina era una messa semplicemente letta dall’officiante, senza canti; una messa breve, quasi sbrigativa, che bene si conciliava con gli impegni, veri o fittizi, che le donne elencavano al termine della cerimonia alle comari altrettanto indaffarate. Si dava poi inizio a un veloce sgattaiolare accompagnato da sommessi, quasi furtivi saluti. Bastavano uno, forse due minuti per rendere deserta Piazza Parrocchia. Liberatosi dai paramenti, don Lilliu cercava vanamente l’occasione per augurare la buona giornata alle sue fedeli parrocchiane, ma il consueto sia lodato Gesù Cristo, riceveva il complementare sempre sia lodato soltanto da Giovanna, la settantenne perpetua che si faceva carico anche delle pulizie della chiesa. Troppo tardi per salutare le altre parrocchiane: le donne, avvolte nei loro scialli, avevano già imboccato gli stretti e serpeggianti vicoli, rischiarati appena dall’incerta luce dell’alba, per fare ritorno alle loro abitazioni.

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