Dall'introduzione di Leonardo Ceppa all'edizione EINAUDI del 1979:
La forza del pensiero di Adorno sta nella sua insistenza dialettica sulla totalità - una totalità che va percorsa fino in fondo attraverso tutte quante le sue opposte forme di manifestazione. Soltanto attraverso il perseguimento complessivo della superficie estraniata e l'articolazione di tutte le sue mediazioni, si può pervenire all'esposizione critica del mondo invertito, della cattiva sostanza. Forma della verità non è per Adorno questa o quella tesi, riassumibile in appunto o fissabile in manualetto, ma l'hegeliano lavoro del concetto, la costruzione del processo, la dinamica della mediazione.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Minima Moralia.
Quella che un tempo i filosofi chiamavano vita, si è ridotta alla sfera del privato, e poi del puro e semplice consumo, che non è più se non un'appendice del processo materiale della produzione, senza autonomia e senza sostanza propria.
Ma il rapporto tra vita e produzione, che abbassa la prima, nella realtà, ad una manifestazione effimera della seconda, è perfettamente assurdo. Mezzo e fine sono invertiti. Il sospetto di questo assurdo quid pro quo non è ancora del tutto cancellato dalla vita. L'essenza riotta e degradata si ribella tenacemente contro l'incantesimo che la trasforma in facciata. Il mutamento degli stessi rapporti di produzione dipende in larga misura da ciò che si verifica nella sfera del consumo, che pure è un semplice riflesso della produzione e una caricatura della vera vita: cioè nella coscienza o incoscienza dei singoli. Solo nel contrasto con la produzione, solo in quanto non sono ancora del tutto controllati e assorbiti dall'ordine, gli uomini sono in grado di creare un ordine più umano. Se fosse definitivamente cancellata l'apparenza della vita, difesa, e sia pure con cattive regioni, dalla sfera del consumo, trionferebbe l'inessenza dell'assoluta produzione.
Commenti
Posta un commento