L'UOMO DI KIEV DI BERNARD MALAMUD - trad. di Ida Ombroni - Ed. EINAUDI 1968

(THE FIXER BY BERNARD MALAMUD - 1966) altre opere: The Natural, The Assistant, The Magic Barrel, A New Life, Idiots First, The Tenants, Dubin's Lives, God's Grace. Dalla finestrella della sua stanza sopra la scuderia della fabbrica di mattoni, quella mattina sul presto Yakov Bok vide diverse persone, nei loro cappotti lunghi, che correvano tutte nella stessa direzione. Vey is mir, pensò a disagio, è successo qualcosa di brutto. I russi, che venivano dalle vie intorno al cimitero, si affrettavano nella neve primaverile, soli o in gruppo, verso le grotte del burrone; qualcuno correva in mezzo alle fangose strade acciottolate. Yakov nascose in fretta il minuscolo barattolo dove teneva i rubli d'argento e scese alla svelta in cortile per scoprire le cause di quella agitazione. Lo domandò a Proshko, il capofabbrica, che bighellonava attorno alle fornaci fumanti, ma Proshko sputò e non disse nulla. Dalla strada una contadina con la faccia ossuta, gli abiti pesanti e lo scialle in testa spiegò a Yakov che nelle vicinanze avevano trovato il cadavere di un bambino."Dove?", s'informò lui. "quanti anni aveva?", ma la donna rispose che non lo sapeva e si allontanò in fretta. Il giorno dopo il Kievlyanin riferì che in un burrone, dentro a una grotta piena di umidità, a poco più di una versta e mezzo dalla fabbrica di mattoni, due ragazzi di quindici anni, Kazimir Selivanov e Ivan Shestinsky, avevano trovato il cadavere di un bambino di dodici anni, Zhenia Golov, assassinato.Zhenia era morto da più di una settimana ed era tutto coperto di ferite di coltello e completamente dissanguato...

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