I QUARTIERI STORICI DI CAGLIARI di FRANCESCO ALZIATOR (L'Elefante sulla Torre)

LA MARINA. Il quartiere dela Marina rifà perfino Lisbona, la Lisbona della Baixa, dei vicoli sotto Castel San Giorgio e si permette il lusso di avere una Moreria. Per chi non lo ricordasse, a Lisbona, come in altre città, la Moreria era il ghetto negro degli antichi imperi coloniali. Lì vivevano in abbrutimento e schiavitù quelli che avevano il grave torto di non avere la pelle dello stesso colore dei padroni. In quegli antichi lager senza filo spinato, oceani della nostalgia e dell'umano sopportare, è nato il canto negro, e nella Moreria di Lisbona è germogliato il fado, uno dei canti più tristi che sia uscito dalla gola dell'uomo. Ebbene, anche Cagliari ebbe una vera Moreria, di formato assai ridotto, come di formato assai ridotto è Cagliari rispetto alle grandi capitali degli imperi coloniali. La Moreria era a via Napoli. Qualche vecchio cagliaritano - ma quanto pochi ancora? - ricorda l'antico nome di questa via: s'arruga de is Moras, che significa la via delle more. Come mai questo nome? La denominazione trova una sua buona giustificazione storica. Come si sa, la pirateria è stata per secoli e secoli il flagello della Sardegna: i corsari degli stati barbareschi dell'Africa settentrionale, dal Magreb alla Tunisia, piombavano periodicamente sulle città e sui villaggi sardi e si portavano via uomini, donne, bmbini e quanto potevano. Quello che è meno noto, ma non per questo storicamente meno vero, è che vi fu un'attiva pirateria sarda che, quando poteva, restituiva con interessi le malefatte saracene. Ogni tanto, infatti, c'era una cattura di africani con la conseguente vendita di schiavi sulla piazza di Cagliari. Le schiave more venivano evidentemente concentrate nell'attuale via Napoli, e da questo l'antico nome di Arruga de is moras. (L'Eleefante sulla Torre - di Francesco Alziator - terza edizione 1982 - Ed. 3T Cagliari)

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