D.H. LAWRENCE e il suo viaggio in SARDEGNA - Una introduzione alla lettura di SEA AND SARDINIA

LA SARDEGNA, FINALMENTE The faint shape of land appeared ahead, more transparent than thin pearl. Already Sardinia. Magic are high lands seen from the sea, when they are far, far off, and ghostly translucent like ice-bergs. This was Sardinia, looming like fascinating shadows in mid-sea. L’incerta forma della terra è apparsa all’orizzonte, più trasparente di una perla. Di già la Sardegna. Sono magiche le tetrre montuose viste dal mare, quando sono lontane, lontane e spettrali e traslucide come iceberg. Questa era la Sardegna, incombente come ombre affascinanti in mezzo al mare. And suddenly there is Cagliari: a naked town rising steep, steep, golden-looking, piled naked to the sky from the plain at the head of the formless hollow bay. E all’improvviso ecco Cagliari: una città nuda che si erge ripida, dall’aspetto dorato, accatastata e spoglia sale al cielo dalla pianura a partire dalla baia vuota e informe. It is strange and rather wonderful, not a bit like Italy. The city piles up lofty and almost miniature, and makes me think of Jerusalem: without trees, without cover, rising rather bare and proud, remote as if back in history, like a town in a monkish, illuminated missal. E’ strana e meravigliosa, neanche un poco che assomigli all’Italia. La città si ammucchia e s’innalza quasi come fosse una miniature e mi ricorda Gerusalemme: senza alberi, scoperta, nuda e lontana, senza storia, come una città in un messale monastico miniato. One wonders how it ever got there. And it seems like Spain or Malta: not Italy. It is a steep and lonely city, treeless, as in some old illumination. Yet withal rather jewel-like: like a sudden rose-cut amber jewel naked at the depth of the vast identure. Ci si chiede come sia giunta fin qui. E mi sembra Spagna o Malta: non di certo Italia. Una città solitaria senza alberi, come in una qualche antica miniatura. Ma allo stesso tempo un po’ come un gioiello: come un incredibile gioiello d’ambra a forma di rosa al fondo della vasta insenatura. Cagliari appare a Lawrence come una fantastica visione, un ritorno alla mente di una qualche illustrazione (o miniatura) ammirata sfogliando un libro di storia medievale o una riproduzione di antico messale; un’immagine disegnata utilizzando una prospettiva elementare. Una città fuori dal tempo, dalla storia e dal mondo. Cagliari gli appare una città irreale, tanto piccola che sembrerebbe impossibile trovare il modo per camminarvi, mangiare, viverci. Una città fantastica! Impossible that one can actually walk in that city: set foot there and eat and laugh there. Ah, not! Yet the ship drifts nearer, and we are looking for the actual harbour. Sembra impossibile che si possa metterci piede, eppure la nave si sta avvicinando sempre più e noi stiamo per entrare nel porto. La prima impressione di Lawrence non poteva essere più favorevole: la Sardegna vista dal mare gli appare incantevole, delicata e trasparente come una perla; Cagliari gli dà l’impressione di una città completamente diversa dalle tante altre città italiane traboccanti di stucchevole e noiosa classicità. Una città decisamente non italiana, al di fuori della storia; insomma proprio ciò che si aspettava da questo viaggio in Sardegna si sta concretizzando. Lo scrittore, sempre alla ricerca dell’autentica semplicità e di uno stile di vita al di fuori dei canoni imposti dalla modernità, non può che essere soddisfatto , almeno per il momento… La sua assoluta necessità di un ritorno all’esistenza primordiale da sostituire alla civiltà occidentale contemporanea, era il motivo dominante nei suoi scritti. Tale ricerca spasmodica trapelava in maniera evidente oltre che dai suoi libri anche dalla sua vita, assetato com’era di lontananza,di solitudine e di conseguenza perennemente assalito da inquietudini nomadi, zingaresche, migratorie. Egli credeva nell’assoluta necessità di liberarsi dalle costrizioni sociali che continuavano nel loro lento lavorio di allontanare l’uomo dalla sua collocazione nella natura per fare spazio all’uomo mentale. Quella di Lawrence era una vera e propria lotta con il mondo intero: la sua illusione di aprire nuove rotte per un più consapevole ruolo dell’uomo nella società, non poteva che procurargli cocenti delusioni. Egli Intendeva trovare e suggerire agli uomini (tramite i suoi libri) un nuovo cielo e una nuova terra. Una ricerca, la sua, che coerentemente lo portò a visitare tra innumerevoli paesi anche la Sardegna, in quanto l’isola rappresentava un lembo di terra rimasto inviolato e incontaminato.

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