D.H. LAWRENCE e il suo viaggio in Sardegna (1921)

Il caso volle che l'unico treno disponibile il giorno che i coniugi Lawrence decisero di lasciare Cagliari, percorresse la dorsale centrale della Sardegna, con paesaggi per buona parte incontaminati. Incontaminati e legati alle loro tradizioni lo erano anche gli abitanti dei piccoli centri attraversati dalla rete ferroviaria secondaria. E così fu facile imbattersi nel tipico uomo sardo abitante dei paesi di montagna, che è custode delle tradizioni più schiette e genuine. “But we are almost there-look, Sorgono, nestling beautifully among the wooded slopes in front.Oh magic little town… Perhaps we will stay a day or two at Sorgono”. “Ma siamo quasi arrivati, Sorgono, annidata meravigliosamente tra i pendii boscosi. O magica piccola città… Forse ci fermeremo uno o due giorni…” Grandi aspettative cui seguiranno subito dopo, non appena messo piede nel Ristorante Risveglio, le più cocenti delusioni. L’oste si presenta nel peggiore dei modi, con la camicia macchiata di vino. Questo abbigliamento sudicio unito al sudiciume dell’andito simile a quello della strada, alla scala di legno sudicia anch’essa, alla camera disadorna che conteneva un letto enorme simile a una immensa tomba di marmo nel sudicio della stanza, costringe Lawrence a cambiare subito i suoi programmi. Purtroppo, non c’è alcuna possibilità di fuga: occorre attendere l’indomani. Per ingannare l’attesa della cena, la coppia inglese decide di fare una rilassante passeggiata nel grazioso paese e … prima di rendersene conto si trovano proprio in mezzo alla latrina pubblica! Via, via di corsa! All’improvviso la magica piccola città diventa un abbietto villaggio (vile village)! Ed ecco il poco lusinghiero resoconto di Lawrence: “I cursed the degenerate aborigenes, the dirty-breasted host who dared to keep such an inn, the sordid villagers who had the baseness to squat their beastly human nastiness in this upland valley. All my praise of the long stocking-cap, you remember? Vamished from my mouth. I cursed them all, and the q.b. for an interfering female...” Le maledizioni dello scrittore colpiscono indifferentemente l’oste, i paesani e la loro sordida abitudine; si rimangiò, Lawrence, tutti i suoi elogi dei berretti a calza. Non risparmiò neppure Frieda che ci si metteva di mezzo, quale femmina impicciona… Un attacco di rabbia senza eguali in tutto quanto Sea and Sardinia! Segue una lunga, dettagliata descrizione dell’arrostitura di un capretto e la successiva insoddisfazione dello scrittore per la scarsissima porzione di carne, per di più fredda, che gli venne servita. Dietro consiglio  dell’autista dell’autobus della linea Oristano-Nuoro che pernotta nel ristorante Risveglio, l’indomani mattina, domenica (alle 9,30) David e Frieda scappano da Sorgono. Il percorso dell’autobus prevede una tappa a Tonara e ciò permette a Lawrence di assistere a una solenne processione per la festa di Sant’Antonio e ammirare i costumi del paese. Grazie a questo cambio di programma (lo scrittore aveva pensato in un primo momento di proseguire da Sorgono in direzione di Abbasanta), Lawrence ci ha lasciato alcune pagine esemplari con una ineguagliabile descrizione della processione, dei costumi, dell’atmosfera religiosa e dell’autentico folclore dell’epoca. “The long vermilion skirts with their green bands at the bottom flashed a solid moving mass of colour, softly swinging, and the white aprons with their band of brilliant mingled green seemed to gleam. At the throat the full-bosomed white shirts were fastened with big studs of gold filigree, two linked filigree globes: and the great white sleeves billowed from the scarlet, purplish-and-green-edged boleros. The faces came nearer to us, framed all round in the dark cloths... The poppy-scarlet smooth cloth rocked in fusion, the bands and bars of emerald green seemed to burn across the red and the showy white, the dark eyes peered and stared at us from under the black snood, gazed back at us with raging curiosity while the lips moved automatically in chant”. Le lunghe gonne di color rosso vermiglio con le loro bande verdi all’orlo creavano un effetto ondulatorio come di una massa colorata che danzava dolcemente, le candide camicie erano chiuse con grosse borchie d’oro filigranato, le ampie maniche bianche fuoriuscivano con i loro sbuffi dai boleri rossi orlati di verde. I visi incorniciati negli scialli neri si voltavano a guardarci. La massa colorata della processione arrivò sino a noi con un ondeggiare lento e morbido: l’uniforme manto rosso scarlatto danzava fino a fondersi, le bande e le strisce verde smeraldo fiammeggiavano tra il rosso e il bianco, gli occhi scuri ci scrutavano con intensa curiosità mentre le labbra si muovevano in maniera automatica mentre cantavano. But it (Tonara) was a wonderful place…There was an old, low house on this eagle-perching piazza. I would like to live there. Ma era un posto meraviglioso... C’era una vecchia e bassa casa posata come un’aquila su questa piazza. Mi sarebbe piaciuto vivere là.

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