Sono due le alternative per continuare il tour della Sardegna: le ferrovie dello Stato o le ferrovie secondarie. Troppo tardi per salire sul treno diretto a Olbia, non rimane che avventurarsi con il trenino che farà tappa a Mandas e che partirà dalla piccola stazione delle ferrovie complementari (che sorgeva nell’area tra viale Bonaria e Viale Diaz).
Il treno partirà, in perfetto orario, alle 14,30, e una grande folla di contadini (quasi tutti con delle capienti bisacce zeppe degli acquisti fatti in città) si precipita nella carrozza di legno della terza classe.
Anche i due viaggiatori inglesi preferiscono viaggiare in terza classe, perché le carrozze sono aperte, senza scompartimenti, e ciò permette allo scrittore di poter osservare il mondo variopinto dei viaggiatori, il loro abbigliamento, le loro animate conversazioni. Inoltre il panorama che si può vedere stando a bordo della carrozza è il più ampio possibile, visto che si tratta di un ambiente privo di barriere. Le occasioni per studiare l’universo contadino non mancano di certo. L’accessorio degli uomini in costume che più lo incuriosisce, oltre alla già citata berritta (the long black stocking cap, hanging down behind), è la bisaccia (sa bertula, che lo scrittore chiama bercola):
“These saddle bags are most fascinating. They are coarsely woven in bands of raw black-rusty wool, with varying bands of raw white wool or hemp or cotton, the bands and stripes of varyng widths going cross-wise”. Queste borse da sella sono molto affascinanti. Sono tessute grossolanamente in fasce di lana grezza nera, con diverse fasce di lana bianca o canapa o cotone, le fasce e le strisce di larghezza variabile s’intrecciano.
“And on the pale bands are woven sometimes flowers in most lovely colours, rose-red and blue and green, peasant patterns and sometimes fantastic animals, beasts, in dark wool again”. E sulle fasce più chiare si ricamano talvolta fiori nei colori più belli, rosa-rosso e blu e verde, motivi contadini e talvolta animali fantastici, bestie ancora di lana scura. “So that these striped zebra bags, some wonderful gay with flowery colours on their stripes, some weird with fantastic, griffin-like animals, are whole landscape in themselves. Così che queste borse zebrate, alcune con meravigliosi fiori colorati nelle loro strisce, alcune con strani fantastici animali simili ai grifoni, sono esse stesse un paesaggio.
“The train was running over the malarial-looking sea-plain past the down at heel palm trees, past the mosque-looking buildings... But soon we begin to climb to the hills. And soon the cultivation begins to be intermittent .. ....extraordinary how scrubby and uninhabited the great spaces of Sardinia are. Here and there, in the distance, are peasants working on the lonely landscape. Sometimes it is one man alone in the distance, showing so vividly in the black and white costume.. All the strange magic of Sardinia is in this sight.”
Il treno correva in un paesaggio che a Lawrence pareva afflitto dalla malaria, con qualche palma striminzita e sullo sfondo un mare che si faticava a credere fosse un mare vero in una pianura di argilla essiccata. Poi inizia la salita sulle colline fitte d’erica che gli ricordano la brughiera. Ogni tanto un contadino, con il suo costume bianco e nero, lavora il suo piccolo appezzamento; raramente si vedono dei capi di bestiame. E’ un paesaggio desolato, ma che conferisce alla Sardegna una strana magia.
“This is very different from Italian landscape. Sardinia is another thing. Much wider, much
more ordinary, not up and down at all, but running away into the distance. Unremarkable ridges of moor-like hills running away, perhaps to a bunch of dramatic peaks on southwest. This gives a sense of space, which is so lacking in Italy. Lovely space about one, and traveling distances nothing finished, nothing final. It is like liberty itself...” Il paesaggio appare a Lawrence molto diverso dal paesaggio italiano. La Sardegna è un’altra cosa: più ampia, molto più consueta, niente affatto irregolare, ma che si perde in lontananza. Creste di colline come brughiera, modeste, irrilevanti, che si vanno perdendo, forse verso un gruppetto di cime drammatiche a sud ovest. Questo dà una sensazione di spazio che tanto manca in Italia. Incantevole spazio intorno, e distanze da percorrere, niente di finito, nulla di definitivo. E’ come la libertà stessa…
Il viaggio è animato da una simpatica scenetta che vede protagonista una donna che durante la
sosta di qualche minuto in una piccola stazione
pensa bene di scendere per sgranchirsi le gambe… Ma la poveretta giunge in ritardo: il treno è già in movimento e non si può fermare; il marito protesta energicamente, ma inutilmente. Il treno, che impiega oltre cinque ore per un percorso di neppure ottanta chilometri, non può rischiare di fare ritardo! Arrivo a Mandas dopo le diciannove. Per fortuna c’è una locanda, sempre nell’edificio della stazione, dove si può alloggiare e mangiare: stanza fredda, sala da pranzo buia e fredda come la pietra, fredda come tutta la Sardegna. Dentro non c'era neppure l'ombra del benché minimo calore, come fosse una prigione con i muri e il pavimento di pietra (the room, in fact the whole of Sardinia, was stone cold, stone, stone cold); il pasto non dei migliori (minestra di cavolo, maiale fritto e uova sode). Tra gli avventori ci sono tre dipendenti delle Ferrovie ( con il rispettivo cappello di colore rosso o nero a distinguere il loro grado nella gerarchia dei ferrovieri) in servizio nella locale stazione che si esibiscono in un singolare concerto di risucchio della minestra: la tiravano su dai cucchiai con lunghi sorsi e grande impegno. Di questa strabiliante esibizione musicale Lawrence ci fornisce un quadro divertente ed esemplare, con la descrizione dettagliata dell’intera scena. “They sat down with a clamour, in their caps, as if there was a sort invisible screen between us and them.
They were young... And they fell on their soup. And never, from among the steam, have I heard a more joyful trio of soup-swilkering. They sucked it in from their spoons with long, gusto-rich sucks. The maialino ( il più giovane dei tre ferrovieri) was the treble he trilled his soup into his mouth with a swift, sucking vibration, interrupted by bits of cabbage, which made the lamp start to dither again. Black-cap was the baritone; good, rolling spoon-sucks. And the one in spectacles was the bass: he gave sudden deep gulps”. Si misero a sedere rumorosamente, con i cappelli in testa, come se tra noi e loro ci fosse un’invisibile barriera. Erano giovani… E si gettarono sulla loro minestra. E non ho mai sentito, tra il vapore della minestra, un trio di succhiatori più gioioso. La “succhiavano” dai cucchiai con lunghi sorsi e con grande entusiasmo. Maialino era il soprano, faceva canticchiare la minestra in bocca con una rapida vibrazione aspirante, interrotta da pezzetti di cavolo, facendo tremolare la misera fiammella della lampada. Berretto nero era il baritono, con belle sorsate sonore dal cucchiaio. E quello con gli occhiali era il basso: con improvvisi e profondi bocconi.
D.H. Lawrence in Sardegna - Il viaggio in Sardegna dell'Autore di L'amante di Lady Chatterley
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