I giganti di Mont’e Prama.
I maestosi guerrieri scolpiti su blocchi di arenaria in un periodo attorno al VII secolo a.C., vennero alla luce per caso dopo due millenni e mezzo dalla loro collocazione in un’area adibita a necropoli nell’entroterra di Tharros. Nel 1974 un contadino della zona, mentre dissodava il suo terreno con l’aratro, fece il primo casuale ritrovamento. Per trent’anni i circa quattromila frammenti ritrovati in seguito ad alcune campagne di scavo, attesero di essere restaurati. Solo alcune delle statue, attorno al 1980 dopo il necessario restauro, vennero esposte in varie mostre. Attualmente numerosi guerrieri sono visibili nel civico museo di Cabras e nel museo archeologico di Cagliari. Il ritrovamento di questi giganti di pietra fa discutere gli archeologi sull’attribuzione di questa originale forma di statuaria, anche perché non esistono analoghi esempi attribuibili né al popolo nuragico né ai fenici. L’area nella quale sono venuti alla luce questi interessanti reperti era adibita a necropoli: sono state scavate circa una trentina di tombe a pozzetto, originariamente coperte da grosse lastre di arenaria chiara, materiale analogo a quello utilizzato per scolpire le statue. Secondo taluni archeologi, probabilmente siamo di fronte a un particolare tipo di necropoli in cui venivano glorificati gli appartenenti a uno o più clan dove i guerrieri ricoprivano un ruolo di primo piano. Il periodo cui attribuire i Giganti è quello in cui si stavano consolidando i rapporti tra i fenici, insediati a Tharros, e le popolazioni nuragiche dislocate nel Sinis. Naturalmente i misteri dell’archeologia prediligono spesso i tempi lunghi per arrivare a una generalizzata e condivisa attribuzione e collocazione cronologica di reperti particolarmente originali, come nel caso di queste misteriose sculture di cui si conoscono pochi altri esempi nell'area mediterranea.
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