JEAN REVERZY - PLACE des ANGOISSES - Ed. JULLARD 1956I

Edzioni Giulio Einaudi 1964 - trad.Bianca Garufi ******************* L'ospedale, un po' carcere e un po' collegio, era uno di quei luoghi di concentramento sui quli non si rifletterà mai abbastanzaa. Alquanto inebetiti al momento del loro ingresso, i malati, spogliati subito dei loro panni e rivestiti di una camicia di grossa e ruvida stoffa, venivano affidati a una suora dietro la quale ttraversavano le varie corsie con l'aria di Cristo che va al calvario. Veniva loro assegnato un letto nel quale sprofondavano senza dire una parola. Bastava un'ora perché si abituassero al torpore e all'indifferenza dei vicini; non rimaneva poi che aspettare il corteo. I più gravi, senza voce, senza gesti e già sottomessi alla medicina, venivano portati in barella. Due o tre originali, eterni pensionanti, golosi di zuppe ospedaliere, stavano lì da anni: si continuava a tenerli senza sapere perché, e il Professore Joberton de Belleville sembrava ignorare la presenza di questi saggi che si erano ritirati dal secolo e che durante le ore di permesso facevano una timida passeggiata nel cortile. Altri venivano all'ospedae per morire. Giunto il momento, delle suore caritatevoli li isolavano dietro un paravento dove potevano agonizzare tranquillamente senza turbare l'ordine della corsia. Quattro stanze erano riservate ai malati personali del Professore il quale li aveva già visitati nel suo studio oppure gli erano stati raccomandati da qualche prete.Una zona di silenzio circondava questi privilegiati: il corteo si fermava un po' prima della loro porta mentre, al loro capezzale,il Maestro e il suo aiuto tenevano dei conciliaboli di cui a noi rimasti fuori non giungeva nemmeno una parola. Ogni mattina il Pofessore, seguito dalla sua bianca coorte, si tuffava in quel raduno patibolare al quale una decina di suore e di infermiere, fin dall'alba, avevano dato una impronta di Medicina. Il corteo si metteva in moto, raggiungeva una corsia lontana e si fermava daventi a un letto dove veniva fatto un breve inventario, poi si allontanava per riprendere più in là la stessa storia. Dopo di che una suora distribuiva con un gesto da seminatrice, pillole e polverine: non ho mai saputo se i malati ne traessero qualche sollievo.

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