LA NAVE DEI FOLLI (SHIP of FOOLS) by KATHERINE ANNE PORTER - LITTLE, BROWN & Company - Boston, Toronto

Edizione italiana del 1964 Giulio Einaudi Editore - traduzione di Adriana Motti *********************** Quando un'ombra cadde sulla sua spalla, egli fece per allontanarsi senza volgere il viso, poco disposto ad incontrare un altro sguardo vacuo e ostile. Una monotona voce americana disse con tono del tutto normale: - E' la prima volta che passa l'oceano? - e Lowenthal, consolato come per incanto, poté dire con orgoglio: - Da dieci anni faccio questo viaggio ogni sei mesi; ho un piccolo giro d'affari di portata internazionale, vado dappertutto -. Quell'americano era Herr Denny. Si abbandonò negligentemente al parapetto, con un'aria del tutto cordiale e innocua. - Caspita, - commentò Denny con autentico interesse, - davvero? -Sud Aamerica, - dissev Lowenthal, - tutta l'Europa, la Spagna, e il Messico, naturalmente. Il Messico è il quartier generale: poche tasse, manodopera più a buon mercato, affitti meno cari, meno spese di gestione, materiali più economici, e quei peoni, dal niente ti tirano fuori articoli di prim'ordine, e dovrebbe vedere cosa combinano quando gli si dà da lavorare roba buona. Dovunque ci ia una chiesa cattolica - disse Lowenthal - per me sono quattrini. Rosari, santi di legno e di gesso, certi perfino dipinti e ornati d'oro e d'argento; e tutti gli arredi sacri possibili e immaginabili. E' una vera miniera. Gli indios magari muoiono di fame, ma la statua di un santo la comprano! Mi piacerebbe mostrarle i miei campioni: rosari sltanto, - disse, - ne ho di tutti i generi, da quelli semplici di legno a quelli d'argento lavorati a mano. Certi li ho disegnati io stesso e sono già dei veri capolavori do oreficeria, di opale, d'ambra, perfino di giada messicana. Ho provato anche con l'ossidiana, ma quella non conviene, è troppo dura. Ma è tutta roba din smercio garantito, non c'è mai ristagno.

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