Migrazioni - romanzo di Milos Crnjanski - parte seconda

Le strade biancheggiavano di ossa e di crani calcinati dal tempo. Al momento della ritirata austriaca su Vienna, i rasciani erano stati gli ultimi a ripiegare, e combatterono nelle prime linee durante l' offensiva che riportò a Belgrado l' esercito imperiale vittorioso. Al comando dei generali austriaci dai grandi tricorni ornati di piume di struzzo, essi costituivano la cavalleria magiara, montata su piccoli cavalli, maculati, veloci e resistenti. Finite le guerre, questo popolo si stabilì lungo i confini militari, sistemandosi nei posti di frontiera turchi incendiati, vicino ai traghetti sui fiumi e nei dintorni di Temesvar, la principale città del sud del regno, ricostruita, su progetto si ingegneri militari francesi, a forma di stella, tutta in pietra. I rasciani non riconoscevano alcuna autorità, salvo quella dell' imperatrice, ma, nel momento in cui inizia la nostra storia, nella primavera del 1752, essi erano insorti contro l' impero: volevano lasciare l'Austria per emigrare in Russia. Con le sue fortificazioni a forma di stella, Temesvar era opera dell' uomo e non di Dio. In caso di assedio, queste stelle attiravano il nemico nella trappola del fuoco incrociato dei cannoni, e tale caratteristica aveva reso famoso il sistema difensivo della città. Ciascuna di queste stelle era come un mondo a se stante, ma, viste nel loro insieme, esse formavano una sorta di isola edizione italiana Adelphi 1998 traduzione Lionello Costantini

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